La scrittura cinese – Curiosità e perché

article_8f254a2b330e617a85cb11c8fb7a0b1f349d2a04La scrittura cinese, al pari della giapponese, suscita interesse non solo per l’oscurità dei suoi caratteri per i non addetti ai lavori, ma anche per la direzione della scrittura.

Originariamente si scriveva in verticale da destra verso sinistra perché il supporto di scrittura più utilizzato era la canna di bambù, facilmente reperibile in Cina. La scrittura odierna, soprattutto quella giornalistica e letteraria, segue l’andamento occidentale, anche se non sono rari casi di inserzioni o pubblicità scritte in verticale (sia da destra verso sinistra sia in senso opposto) per motivi di spazio.

Una caratteristica che rende la scrittura cinese particolarmente originale e difficile da studiare è la sua natura morfografica: il cinese è una scrittura che non indica sistematicamente il suono delle parole, ma che utilizza un insieme di segni che rappresenta graficamente i morfemi della lingua, cioè le sue unità minime significative. L’unità grafica minima non è, dunque, la lettera ma il carattere, in cinese zi 字 (segno, carattere di scrittura).

Mentre nelle lingue alfabetiche i bambini apprendono un sistema di segni che consente loro di leggere qualsiasi parola della loro lingua, anche senza comprenderne il significato, i bambini cinesi studiano ogni giorno nuovi caratteri per tutto il percorso scolastico. Grazie all’alfabeto, noi compiamo una semplice associazione tra suono e segno grafico, mentre nell’affrontare la scrittura cinese l’associazione è triplice, dato che è necessario memorizzare separatamente suono, significato e segno.

Arrivati a questo punto c’è da chiedersi come mai un sistema talmente complesso sia rimasto in vita e funzioni tuttoggi. Innanzitutto è il sistema di scrittura più adatto a una lingua che, come il cinese, ha un numero relativamente limitato di sillabe (1200). Queste sillabe rappresentano 1200 significati che, naturalmente, sono un numero non sufficiente per potersi esprimere in una lingua. In cinese abbiamo infatti un numero elevatissimo di omofoni. Per ovviare al problema la lingua ha sviluppato nel tempo una propensione al bisillabismo (la maggior parte delle parole del cinese moderno sono costituite da due sillabe, cioè scritte utilizzando due caratteri). Nonostante ciò il numero degli omofoni è elevatissimo, e solo il sistema di scrittura morfografico, che rappresenta i significati e non la pronuncia delle parole, consente la comprensione e la formulazione corretta di parole e frasi.

Un altro vantaggio offerto da questo sistema di scrittura è la possibilità di leggere i caratteri in modi diversi, un po’ come avviene in occidente con i numeri arabi, che hanno diverse pronunce nelle varie lingue ma mantengono il loro significato. In un paese grande come la Cina dove coesistono grandissime differenze dialettali, la scrittura ideografica può essere pronunciata in modi diversi mantenendo il suo significato ed essere quindi compresa da tutti.

 

Per ricapitolare: di seguito trovate tutti i link relativi al minicorso di Introduzione alla scrittura cinese.

Lezione 1: La scrittura cinese

Lezione 2: La scrittura cinese – Breve storia

Lezione 3: La scrittura cinese – classificazione e caratteri radicali

Lezione 4: La scrittura cinese – I caratteri