La scrittura cinese

calligrafia

Molte sono state le grandi civiltà nella storia, ma soltanto quella cinese è sopravvissuta fino ad oggi con le sue caratteristiche peculiari, ma soprattutto continuando ad usare una lingua antica di seimila anni.

Ciò è avvenuto per una concomitanza di fattori fra cui, il più importante, il sistema di scrittura basato su misteriosi caratteri che raccolgono in sé storia, cultura e saggezza popolare di questo angolo di mondo. Questo affascinante tipo di scrittura viene detto “calligrafia” e viene eseguito con l’uso di inchiostro di china1 e pennelli; ciò ha fatto sì che la scrittura venga legittimamente considerata parte della storia della pittura cinese. Purtroppo all’occhio europeo rimane difficile apprezzare la bellezza, l’arte e il messaggio estetico di questa scrittura-pittura.

I primi caratteri furono incisi con un bastoncino di legno, una pietra appuntita, un coltello di giada o uno stiletto di bronzo su ceramiche, ossa, all’interno di vasi e su oggetti in bronzo. Una delle cause della trasformazione grafica dei caratteri fu proprio lo strumento impiegato per la scrittura (dallo stilo al pennello) e l’utilizzo di nuovi supporti (legno, seta, carta). L’apporto più importante si ha dall’utilizzo del pennello su carta, capace di lasciare, in mani abili, molti segni diversi: tratto filiforme o robusto, segno pieno o interrotto e trasparente, linea squadrata o rotonda, a punta o a goccia… Da questo momento nasce l’arte dalla calligrafia.

In articoli successivi ci occuperemo più nel dettaglio della storia della scrittura cinese, della classificazione dei caratteri radicali e della morfologia.

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  1. Il nome esatto è di “Cina”. Veniva ricavato da fuliggine impastata con colla e aromatizzata con canfora e muschio, successivamente ridotta in polvere e diluita con acqua. Dosando con arte polvere e acqua, è possibile ottenere le sfumature note ai cinesi come “i cinque colori del nero”. L’impasto, trasformato in tavolette o bastoncini di polvere secca, viene decorato con figure o caratteri scritti in oro. È uno dei “quattro tesori del letterato”, insieme al pennello, la carta e la “pietra da inchiostro”, una sorta di calamaio cinese.